Quante fotografie non scattate.
Quante immagini indelebili da non ricordare.
Quanti momenti scivolati via senza sapere come trattenerli.
La volontà cozza contro l'inettitudine.
In fallo il piede che prova a tastare il terreno.
Allora la mente non vuole fermarsi più.
Inizia a capire che non ci riesce, eppure continua il lavoro imperituro che logora e uccide.
Non si può sentire ciò che il corpo dice.
Meglio ammantare il tutto con idee e pensieri.
Un calcolo, una scommessa, una sfida con se stessi.
Tanto poi ti sfogherai in qualche modo.
Intanto la mente ti blocca e ti calma.
E' come caricare una molla fino all'impossibile.
Prima o poi scatterà, prima o poi libererà tutta la sua violenza.
Il momento arriva: tac...
E poi...
E poi ti ritrovi a ricaricare di nuovo quella maledetta molla,
pronto per un'altra esplosione.
Passano i giorni, gli anni sono 27.
Volano le cose attorno a te.
Puoi solo rimpiangere ciò che non fai.
Puoi solo immaginarti diverso, se solo quella volta avessi fatto in quell'altro modo.
Battersi il petto non serve,
ma piuttosto che smettere, lo batti con un martello.
Dio mio, dove sei.
Dio mio come posso amarmi...
Dio mio, tutti dicono che esisti,
e non vorrei scoprirlo solo una volta morto.



Rispondi Citando
Segnalibri