Figurati, cara ale !
Anch'io la pensavo come Te. Poi sono stati i sentimenti a guidare.
Quando avevo vent'anni certo non pensavo alla famiglia, ad un eventuale figlio. Anzi, mi ricordo ancora i discorsi chilometrici che facevamo io e mia moglie su quando e se avremmo avuto un figlio.
Poi è nata. E tutto è cambiato. E' cambiato il rapporto con mia moglie (siamo divenuti mamma e papà), è cambiato l'approccio al lavoro ed alla vita. Ti basti pensare che (banale ma significativo aneddoto), molte volte, alle 7-8 di sera io e mia moglie ci telefonavamo dal lavoro e ci davamo appuntamento in pizzeria a mangiare un boccone. Poi non fu più possibile, dal lavoro si scappava a casa perché c'è la baby sitter con il "tassametro" fumante. Ma non si trattò di "privazione". Ma di cambiamento, una mutazione naturale, come da gattoni inizi a camminare all'impiedi.
Sono felice di essere padre. E sono concentrato nel dare un futuro a mia figlia. Mi colgo molte volte a parlare con mia moglie dicendo che spero che mia figlia abbia poche delusioni dalla vita, che stia sempre bene, che sia felice. Per sempre, come lo è adesso.
I miei genitori hanno visto la guerra. Io no, fortunatamente. Io non sono stato "un mammone" perché me ne sono andato di casa quando avevo vent'anni. Probabilmente mia figlia starà a casa per parecchio tempo.
Ma tant'è. Il mondo gira e continua. Tutto si modifica e quello che vediamo in questo istante, nell'istante successivo è già acqua passata.



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