Vicenda a dir poco ridicola. Guardatevi un dibattito, un'intervista oppure un faccia a faccia tipicamente americano...solitamente non apprezzo le usanze d'oltreoceano ma, almeno da quel punto di vista, sono anni luce avanti. Qualcuno ha citato il grande Carson....se fosse possibile pensate che bello se avesse potuto farla lui un'intervista a Berlusconi; il premier (<--- mi fa senso chiamarlo così, ma vabbè) se ne sarebbe andato a casa in lacrime dopo 3 minuti. Stessa cosa vale per Mieli e per molti altri casi...che senso ha non confessare la propria fede politica e poi manifestarla indirettamente? Ovunque funziona così, tutti o quasi sanno che schieramento politico hanno giornalisti, editori, ecc...noi siamo l'unico paese in cui, da quando è uscita la par condicio e ci si è autoinculcati un malato senso di perbenismo e falsa autoregolazione che poi non vengono coerentizzate, confessare le proprie tendenze politiche in tv o altri luoghi è paragonabile a essere uno dei compagni di merende. Disgusto, come sempre...ieri al TG quasi 20 minuti su quest'argomento, con interviste a tutti gli altri politici per dire la loro, e come secondi servizi la cronaca.
La mia unica paura è che di tutto questo parlare alla fine la strumentalizzazione sia fatta non dalla sinistra (che a livello retorico ahimè fa quasi cagare) ma bensì dai berlusconiani stessi che, presidente compreso (tocca ammetterlo) da quel punto di vista sono più abili dell'opposizione. Su questo non ci sono dubbi, basta vedere che sono riusciti a far eleggere presidente uno che ha quasi più capi d'imputazione di Riina dei quali una parte, notate bene, NON SONO stati sciolti con verdetto d'innocenza.