Quando leggo questi resoconti non posso che pensare quanto l'allenamento sia importante e Zacros, come anche Cristiano che molto sportivamente ha fatto i complimenti, ne è la riprova vivente.
La cosa che sempre mi colpisce è che il risultato non sia casuale, perchè Roberto era troppo tempo che girava intorno a certi Kg.
Ragazzi di questo tipo sono secondo me i testimonial perfetti per questo sport, la dimostrazione che... si può migliorare, "impegnandosi". Ma "impegno" è una parola grossa.
Premesso che io sono un signor nessuno nel PL, ho però avuto modo di vedere l'evoluzione di tantissimi atleti da dietro le transenne della pedana a risultati come questi. E alla fine ho sempre avuto la conferma di una cosa che ho sempre visto su tutte le piste di atletica, dai 16 anni in su.
Se dovessi dire cosa contraddistingue il "campione", c'è un solo, unico, determinante elemento: la lucidità nella ricerca dell'obbiettivo. Il campione non è chi cade e si rialza, ma colui che dopo la caduta vuole comprendere perchè è caduto ed è disposto a cambiare tutto pur di non cadere di nuovo.
Avere le palle è questo: picchiare duro nella stessa direzione, mantenere la barra a dritta per anni.
Perchè, come sempre, non è vero che quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare ma, piuttosto, che quando il gioco si fa duro i duri continuano a giocare. Come Zacros. E Cristiano. E Unge, Somoja e tutti gli altri ragazzi conosciuti negli anni.



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