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Discussione: Linus Pauling e la vitamina C

  1. #1
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    Predefinito Linus Pauling e la vitamina C



    Linus Carl Pauling (Portland, 28 febbraio 1901 – Big Sur, 19 agosto 1994) è stato un chimico statunitense. Ha ricevuto due premi Nobel, il primo per la chimica nel 1954 e il secondo per la pace nel 1962.

    Pauling è famoso per aver coniato il termine «medicina ortomolecolare» per indicare il mantenimento della buona salute e il trattamento delle malattie attraverso la variazione della concentrazione di sostanze che sono generalmente presenti nel corpo umano e sono necessarie per la salute.
    Le sue teorie sulle "vitamine"(sopratutto sulla vitamina C) sono tutt'ora oggetto di dibattiti.

    Per capirsi Pauling diceva ad esempio che:

    "Per un essere umano, 2300 milligrammi (2,3 grammi) al giorno di acido ascorbico sono inferiori al tasso ottimale di assunzione di questa vitamina. Da numerosi studi risulta che l’assunzione ottimale di Vitamina C per un essere umano adulto varia da 2,3 grammi a 10 grammi al giorno. Le differenze biochimiche individuali sono tali che, su una vasta popolazione, il tasso di assunzione può essere incluso tra i 250 milligrammi e i 20 grammi, o anche più, al giorno"

    Per saperne di più fate qualche ricerca su internet...oppure cercate il suo libro "Come vivere più a lungo e sentirsi meglio".

  2. #2
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    Predefinito Intervista "virtuale"

    Di seguito l'intervista "virtuale"(le risposte sono estrapolate dal libro: «Come vivere più a lungo e sentirsi meglio»):

    D: Dottor Pauling, lei è l’unico scienziato al mondo ad aver ricevuto ben due Premi Nobel per categorie diverse: quali sono queste categorie?
    R: Ho ricevuto il Premio Nobel per la Chimica nel 1954, e per la Pace nel 1962.

    D: Nonostante i numerosi studi, pubblicazioni e ricerche, ha avuto persino il tempo per codificare la cosiddetta «medicina ortomolecolare». Ci può spiegare cos’è?
    R: Ho coniato il termine «medicina ortomolecolare» per indicare il mantenimento della buona salute e il trattamento delle malattie attraverso la variazione della concentrazione di sostanze che sono generalmente presenti nel corpo umano e sono necessarie per la salute.

    Per la Vitamina C, credo che il trattamento di una malattia attraverso il ricorso a sostanze che, come, l’acido ascorbico, sono normalmente presenti nel corpo umano e necessarie alla vita, sia da preferirsi a un trattamento che comporti il ricorso a potenti sostanze sintetiche o a estratti delle piante che possono avere, e generalmente hanno, effetti collaterali indesiderabili.
    L’uso terapeutico di grandi quantità di vitamine, che viene chiamato «terapia megavitaminica», è un procedimento molto importante nella medicina ortomolecolare.

    D: Quindi lei sostiene l’importanza delle vitamine nella terapia di moltissime malattie: cosa ci può dire a proposito della Vitamina C?
    R: La Vitamina C rafforza i naturali meccanismi di difesa, in particolar modo del sistema immunitario e aumenta l’efficacia degli enzimi nel catalizzare le reazioni biochimiche. E’ necessaria per le reazioni vitali di idrossilazione, in particolare nell’ormone adrenalina e nella sintesi della molecola del collagene. Il collagene è una delle più abbondanti proteine presenti nel corpo che va a costituire il tessuto connettivo (la materia plastica naturale del corpo: cartilagini, tendini, vasi sanguigni, ecc.).
    Un’elevata assunzione di Vitamina C aiuta a controllare molte malattie: non solo il comune raffreddore, ma anche altre, virali e batteriche, come l’epatite, e altre ancora, assolutamente non correlate fra loro, come la schizofrenia, i disturbi cardiovascolari e il cancro.
    Il dott. Claus W. Jungerblut, dell’Università della Columbia, nel 1935 riferì che la Vitamina C ad alte dosi rende inattivo il virus della poliomielite, dell’herpes, del vaiolo bovino e quello dell’epatite. Non solo, la Vitamina C rende inattivi pure i batteri e le loro tossine (difterite, stafilococco, dissenteria, ecc.)

    D: Uno dei problemi più seri della nostra società sono le malattie cardiovascolari.
    Nonostante l’immenso bagaglio farmaceutico messo a disposizione dalle corporazioni della chimica, ogni anno muoiono moltissime persone nel mondo. In questo caso la Vitamina C può essere d’aiuto, oppure no?
    R: Le patologie cardiache costituiscono la principale causa di morte nei paesi industrializzati. Sono convinto che il tasso di mortalità relativo a queste patologie a ogni età potrebbe essere diminuito in maniera notevole, probabilmente ridotto a metà, attraverso un uso appropriato della Vitamina C.

    D: Viste le proprietà eccezionali di questa vitamina, non capisco perché le case farmaceutiche non s’interessano della Vitamina C!
    O meglio, so bene qual è il motivo, ma vorrei sentire la sua opinione!
    R: La mancanza d’interesse delle multinazionali risiede nel fatto che la Vitamina C è una sostanza naturale che è disponibile a bassi costi e che non può essere brevettata!

    Proprio come pensavo. Sempre la solita minestra: una sostanza, nonostante le proprietà terapeutiche, non viene presa in considerazione dalle corporazioni della chimica se non produce ritorni economici enormi.

    D: Dottor Pauling, la RGR della Vitamina C (Razione Giornaliera Raccomandata) consigliata dal ministero dell’Alimentazione e della Nutrizione è di 60 milligrammi al giorno. Lei invece parla di svariati grammi al giorno…
    R: Le RGR relative alle vitamine, sono le dosi che hanno la probabilità di prevenire nelle persone «di salute normalmente buona» la morte per scorbuto, beri-beri, pellagra, o altre malattie da carenza vitaminica, ma non sono le dosi che fanno acquistare alla gente uno stato ottimale di salute.
    Per un essere umano, 2300 milligrammi (2,3 grammi) al giorno di acido ascorbico sono inferiori al tasso ottimale di assunzione di questa vitamina. Da numerosi studi risulta che l’assunzione ottimale di Vitamina C per un essere umano adulto varia da 2,3 grammi a 10 grammi al giorno. Le differenze biochimiche individuali sono tali che, su una vasta popolazione, il tasso di assunzione può essere incluso tra i 250 milligrammi e i 20 grammi, o anche più, al giorno.

    D: Ma dosi così elevate non sono pericolose per la salute?
    R: L’acido ascorbico nella letteratura medica è descritto come «virtualmente non tossico». Alcune persone hanno ingerito dai 10 a 20 grammi di Vitamina C al giorno per 25 anni senza che si producessero calcoli renali o altri effetti collaterali. Un ammalato di cancro ne ha presi 130 grammi al giorno per 9 anni, ricavandone beneficio. Non è mai stato segnalato alcun caso di morte per una ingestione massiccia di acido ascorbico e neppure alcuna malattia seria.

    D: Ma non basta la Vitamina C contenuta negli alimenti?
    R: Il ricercatore Irwin Stone, nel 1965, rilevò che gli esseri umani e altri primati come la scimmia rheus, non sanno sintetizzare la Vitamina C e la richiedono come vitamina integrativa.
    Una volta che una specie ha perso tale capacità di produrla autonomamente, essa dipende, per la sua esistenza, dalla possibilità di trovarla nel cibo a disposizione. Però, visto che la maggior parte delle specie animali non hanno perso questa capacità (ad esclusione dell’uomo), significa che la quantità di acido ascorbico generalmente presente nel cibo non è sufficiente a fornire la dose ottimale.

    D: Quindi se ho capito bene: l’uomo, avendo perso la capacità di sintetizzare la Vitamina C autonomamente, necessità di un apporto esterno attraverso il cibo. Ma il cibo non è ricco a sufficienza per soddisfare questo fabbisogno!
    Come possiamo allora integrare l’acido ascorbico?
    R: La Vitamina C, o acido ascorbico, è una polvere bianca cristallina che si scioglie in acqua.
    La sua soluzione ha un sapore acido, che ricorda quello dell’arancia. Essa può essere assunta oralmente, anche sotto forma di sali dell’acido ascorbico, in particolare come ascorbato di sodio e ascorbato di calcio. Tuttavia solo questi ultimi due, che sono sali, possono essere iniettati per via endovenosa, poiché diversamente la soluzione acida danneggia le vene e i tessuti.

    D: Lei ha criticato molto lo zucchero, come mai? Ci sono evidenze scientifiche della sua pericolosità per la salute?
    R: Da numerosi studi siamo portati a concludere che gli uomini che ingeriscono molto zucchero corrono rischi di gran lunga maggiori di ammalarsi di cuore, in un’età variante fra i 45 e i 65 anni, rispetto a quelli che ne ingeriscono quantità inferiori. L’incidenza di malattie coronariche, inclusa l’angina pectoris, va di pari passo con l’aumentato consumo di zucchero, e non è affatto correlata con il consumo di grassi animali o dei grassi in genere.
    Il metabolismo del saccarosio (zucchero) produce al primo stadio uguali quantità di glucosio e di fruttosio. Il glucosio entra direttamente nei processi metabolici che forniscono l’energia alle cellule del corpo, il metabolismo del fruttosio invece procede in parte per una direzione diversa, che prevede la produzione di acetato, precursore del colesterolo che sintetizziamo nelle cellule del fegato. In uno studio clinico della massima serietà, è stato dimostrato che l’ingestione del saccarosio porta a un aumento della concentrazione di colesterolo nel sangue.

    D: Per concludere, qual è la sua ricetta, se ne ha una, per stare bene e vivere a lungo?
    R: Ecco i punti fondamentali del regime:
    1) Integrare l’alimentazione con notevoli quantità di Vitamina C (da 6 a 18 grammi), Vitamina A, E, B.
    2) Assumere minerali (calcio, ferro, rame, magnesio, zinco, cromo, selenio, ecc.)
    3) Ridurre l’assunzione di zucchero
    4) Mangiare ciò che piace, ma in maniera moderata
    5) Bere molta acqua e pochi alcolici
    6) Fare attività fisica
    7) Non fumare
    8) Evitare ogni forma di stress

    (fonte: disinformazione.it)

  3. #3
    Cesare.G non  è collegato Principiante
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    Citazione Originariamente Scritto da +Dreamer+ Visualizza Messaggio
    D: Per concludere, qual è la sua ricetta, se ne ha una, per stare bene e vivere a lungo?
    R: Ecco i punti fondamentali del regime:
    1) Integrare l’alimentazione con notevoli quantità di Vitamina C (da 6 a 18 grammi), Vitamina A, E, B.
    2) Assumere minerali (calcio, ferro, rame, magnesio, zinco, cromo, selenio, ecc.)
    3) Ridurre l’assunzione di zucchero
    4) Mangiare ciò che piace, ma in maniera moderata
    5) Bere molta acqua e pochi alcolici
    6) Fare attività fisica
    7) Non fumare
    8) Evitare ogni forma di stress
    Vorrei partire da questo decalogo della buona salute, rispondendo punto per punto:

    1- Non esiste, attualmente, nessuna ricerca scientifica definitiva che dimostri che la massiccia integrazione di vitamine faccia bene. Recentemente è anche stata pubblicata una ricerca in cui viene dimostrato come l'assunzione di integratori vitaminici sia in realtà inutile e dannosa per certi versi.
    Da molto, invece, si conoscono gli effetti di di certe vitamine in dosi esagerate e nessuno di questi è da considerarsi nella sfera positiva.
    Da quando ho iniziato a studiare, ad oggi, di sperimentazioni con la vitamina C ne ho sentite molte: dall'endovena alle pillole. Purtroppo ancora nessuna applicabile per mancanza di risultati.

    In ultimo avete notato che si parla di "integrare la vitamina" e non di "alimentarsi con cibi sani ricchi di vitamine"? Come a dire "mangia e poi aggiungi pillole". Qui non commento.

    2- "assumere minerali". Bella scoperta! Lo facciamo da millenni!
    O forse voleva dire, anche qui, mangia e poi assumi integratori di minerali? Anche qui non commento.

    Dal 3 all'8- Anche i bambini sanno queste cose perchè fanno parte di un bagaglio di igiene fisica elementare.


    Ok, il decalogo del medico lascia davvero il tempo che trova.
    Portiamo la discussione su termini più concreti: il discorso vitamine e benessere.
    L'articolo poteva essere preso solo da un sito come "disinformazione", lo stesso sito che riporta il metodo Bates per guarire dai difetti visivi e altre amenità su complotti planetari. Nell'articolo non viene citata nessuna ricerca pubblicamente rintracciabile. Sapete perchè?
    Perchè nessuna ricerca sull'integrazione di vitamina C ha mai dato risultati positivi nella cura delle malattie su esseri umani evidentemente malati.

    Non è un complotto delle case farmaceutiche o di qualche misteriosa organizzazione para-militare, semplicemente non si applicano queste cure perchè non hanno risultati.

    Ciao
    CG

  4. #4
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    Capisco che Pauling possa essere soggetto a critiche(e certe sue conclusioni sono d'accordo che siano esagerate). Però credo sia un ottimo spunto.

    Io personalmente ho sperimentato i benefici della integrazione di vitamina C per quanto riguarda l'allergia(rapporto che ho scoperto a posteriori, per caso), l'erpes ed il recupero post-allenamento...da quando integro la vitamina C("modulandola" a seconda delle esigenze) è difficile che abbia un raffreddore o che prenda l'influenza.

    Capisco che ci si addentri in un terreno in cui "ognuno" può dire la sua citando pure una fonte che lo confermi. Da Wikipedia: "Sempre in USA il Colorado Integrative Medical Centre raccomanda 6000-12000 mg/die". Tanto per fare un esempio.

    Ecco alcune info dal sito di Albanesi:

    La vitamina C (acido ascorbico) è una delle vitamine più importanti perché il suo spettro d'azione è veramente ampio. Vediamo gli effetti più importanti:

    - è attiva nella produzione di anticorpi e rafforza la funzione dei fagociti, aumentando la resistenza dell'organismo
    - è un ottimo antiossidante (combatte i radicali liberi)
    - entra nei processi di sintesi del collagene, dell'interferone, della carnitina, degli ormoni surrenalici ecc.
    - entra nei processi di produzione dell'energia
    - previene l'accumulo di istamina (azione antiallergica)
    - favorisce l'assorbimento del ferro e di altri minerali (zinco, calcio, magnesio ecc.)
    - protegge dall'inquinamento e da molte sostanze tossiche (nicotina, benzoato ecc.)

    La vitamina C è assorbita a livello dell'intestino tenue mediante un processo di trasporto attivo saturabile. Dire che il processo è saturabile significa che la percentuale di assorbimento scende al crescere della dose. Fino a 30 mg è del 100%, da 30 a 180 mg scende al 70%. Circa il 50% di una singola dose compresa fra 1 e 1,5 g viene assorbito a livello intestinale. Fino a 500 mg l'assorbimento avviene per trasporto attivo, poi entrano in gioco meccanismi di diffusione.

    Quindi (approssimativamente)

    Quantità assunta 100 mg Quantità assorbita 80 mg
    Quantità assunta 200 mg Quantità assorbita 150 mg
    Quantità assunta 500 mg Quantità assorbita 300 mg
    Quantità assunta 1000 mg Quantità assorbita 550 mg

    Comunque, per quanto riguarda i livelli di "tossicità", non ci sono anche qua dati molti precisi. Sempre da Wikipedia "Dosi superiori ai 10 g/die di vitamina C in rari casi possono indurre la comparsa di disturbi gastrointestinali. Tale effetto sembra, comunque, dovuto all'acidità del composto, in quanto si è visto che sali ascorbici tamponati non danno un tale effetto".

    Dal sito di Albanesi: "A questo punto non resta che chiedersi se una maggiore concentrazione plasmatica di vitamina C sia positiva: un numero enorme di ricerche rispondono di sì, contraddette da un numero decisamente inferiore.
    Per esempio nel recentissimo PDR (Physicians Desk Reference) Integratori nutrizionali (attualmente il riassunto delle ricerche più aggiornate) si legge (pag. 579): In soggetti adulti sani, è improbabile che dosi orali fino a 3 g/die di vitamina C causino effetti collaterali. Gli effetti secondari più frequenti in soggetti che assumono dosi maggiori sono di tipo gastrointestinale e comprendono nausea, crampi addominali, diarrea e flatulenza. Dallo stesso testo: in letteratura non sono riportati casi di sovradosaggio. Inoltre: in letteratura non si segnalano casi di scorbuto da sospensione di vitamina C.
    La dose pertanto può essere di 0,5-1 g soprattutto per tutti coloro che hanno superato i 35 anni. Tali dosi possono essere ottenute con i cibi oppure con integratori di alta qualità."
    Ultima modifica di +Dreamer+; 20-05-2008 alle 12:07 PM

  5. #5
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    Premesso che Pauling era un genio.
    Non voleva vivere piu' a lungo, aveva paura di morire.
    Detto questo, sono stati fatti tanti studi sulla vit C, con riferimenti di anche migliaia di persone, anche a lungo termine, ma questi studi riguardavano sempre dosaggi piu' bassi...200mg, poco piu' o poco meno.

    L'intervento di cesare e' giusto su alcune cose, fuori luogo su altre, secondo me.

    Cmq dai, bell'articolo, quantomeno racchiude un po' di cose.

  6. #6
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    Innanzitutto bravo a Dreamer. Rep+. Avendo già parlato più volte della cosa non mi ripeterò. Ti consiglio comunque di linkare i 3 video articoli di enricodellolio (youtube) sulla vitamina C: renderesti il thread ancora più completo.

    Citazione Originariamente Scritto da Cesare.G Visualizza Messaggio
    1- Non esiste, attualmente, nessuna ricerca scientifica definitiva che dimostri che la massiccia integrazione di vitamine faccia bene. Recentemente è anche stata pubblicata una ricerca in cui viene dimostrato come l'assunzione di integratori vitaminici sia in realtà inutile e dannosa per certi versi.
    L'ho letto pure io quello studio ma francamente mi sembra di poca rilevanza. Se lo hai puoi ripostarlo (io non lo saprei ritrovare) e possiamo discuterne.

  7. #7
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    ottimo ho letto tutto lo studio in un articolo trovato in ospedale e conteneva spunti interessanti cerca di completarlo con qualche annotazione in piu e puo uscire un bel 3d

  8. #8
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    Un sostenitore della vitamina C in Italia è il Dott.Fabrizio Duranti che nel suo libro "Supersalute con la zona"(incentrato principalmente sui benefici della dieta a zona di Sears), inserì un capitolo in cui esaltava i benefici e le proprietà della vitamina C, "rompendo" il tabù dell'RDA giornaliero. Lui stesso integra la vitamina C in dosi che variano a 1 a 10gr a seconda delle esigenze. Appena posso vi riporto il capitolo in questione.

    I video di Enrico Dell'Olio sono davvero interessanti...nel pomeriggio li posto.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da menphisdaemon Visualizza Messaggio
    L'ho letto pure io quello studio ma francamente mi sembra di poca rilevanza. Se lo hai puoi ripostarlo (io non lo saprei ritrovare) e possiamo discuterne.
    Postarlo diventa difficile dato che si tratta di una ricerca di centinaia di pagine.
    In ogni caso il tuo affermare che si tratti di una ricerca di "poca rilevanza" mi sembra azzardato. Forse viaggiamo su 2 binari differenti e quello che è rilevante per la comunità scientifica, non lo è per te.

    Lo studio di cui parlo è stato fatto da Goran Bjelakovic, medico del Center for Clinical Intervention Research del Copenhagen University Hospital. Potete trovare tutta la documentazione sul sito del JAMA (anche se è pubblicata solo in parte).

    Dunque su 68 classi (trial) per un totale di 232.606 (duecentotrentaduemilaseicentosei) partecipanti, ne risultano 47 trial per 180.938 pazienti in cui i supplementi di antiossidanti sono associati ad un incremento della mortalità del 5% a causa dello stress ossidativo come effetto e non come causa.

    La ricerca ha confermato le precedenti sugli effetti negativi di betacarotene, vitamina A ed E (ma questi già si sapevano).
    Per quanto riguarda la C non si sono ottenuti risultati concreti né per chi dice che faccia bene, né per chi dice che faccia male.

    Vorrei a questo punto chiarire il mio pensiero per evitare che qualcuno fraintenda:

    - le vitamine sono essenziali

    - l'integrazione massiccia con cibi sani -frutta e verdura- ha prodotto solo riscontri favorevoli. Questo vale per ogni vitamina, C compresa

    - l'integrazione con "pillole & affini" è stata in dubbio per anni circa l'inutilità e la negatività. Le conferme, piano piano, arrivano. Se proprio vogliamo parlare della C, questa è vero, rimane ancora un dubbio.

    - L'integrazione di vitamine in campo medico possiamo distinguerla in 2 grossi rami: quello dell'integrazione personale per la prevenzione e la longevità e quello medica come codiuvante al trattamento di certe patologie. In questo, aggiungiamo le due correnti: quelli che cercano di curare con le vitamine e quelli che le usano come veicoli per la cura.

    Parlando di concretezza, AD OGGI, quello che la scienza ha spiegato con dati a supporto è che:

    1) se vuoi stare bene devi mangiare frutta e verdura. Più vitamine e minerali assumi con gli alimenti, meglio è per te. Le vitamine dagli alimenti, non si riesce ancora a capire bene perchè, sono le uniche che vengono metabolizzate completamente. Quelle degli integratori, non si riesce ancora a capire bene perchè, no.

    2) in campo medico, nelle cure contro il cancro, in patologie differenti come quelle renali, nella cura del fegato ecc... non si sono ancora ottenuti risultati nelle cure con alte dosi vitaminiche.

    E intendiamoci: io griderei di gioia e sarei il primo a curare con la vitamina C in endovena se questa fornisse risultati.

    Spero di essermi spiegato
    Ciao
    CG

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Cesare.G Visualizza Messaggio
    Postarlo diventa difficile dato che si tratta di una ricerca di centinaia di pagine.
    Mi sa che ho letto solo l'abstract allora

    Citazione Originariamente Scritto da Cesare.G Visualizza Messaggio
    Dunque su 68 classi (trial) per un totale di 232.606 (duecentotrentaduemilaseicentosei) partecipanti, ne risultano 47 trial per 180.938 pazienti in cui i supplementi di antiossidanti sono associati ad un incremento della mortalità del 5% a causa dello stress ossidativo come effetto e non come causa.
    Io direi che proprio per questo non è riconducibile univocamente all'integrazione vitaminica. Poi ci sarebbero altre valutazioni da fare a livello di rapporti benefici/danni, vedi ad esempio i radicali liberi..

    Citazione Originariamente Scritto da Cesare.G Visualizza Messaggio
    Per quanto riguarda la C non si sono ottenuti risultati concreti né per chi dice che faccia bene, né per chi dice che faccia male.
    Citazione Originariamente Scritto da Cesare.G Visualizza Messaggio
    - l'integrazione con "pillole & affini" è stata in dubbio per anni circa l'inutilità e la negatività. Le conferme, piano piano, arrivano. Se proprio vogliamo parlare della C, questa è vero, rimane ancora un dubbio.
    Bè questo parla da solo. La tua è una teoria della prevenzione cautelativa...

  11. #11
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    bravo cesare, rep!

  12. #12
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    Sposto e metto in evidenza nella Sezione Integrazione.

  13. #13
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    Bomba

    Vabbè, dato che è stato messo in evidenza, facciamo le persone serie...

    Mech Ageing Dev. 2006 Dec;127(12):897-904. Epub 2006 Nov 7.http://www.ncbi.nlm.nih.gov/corehtml...PubMedLink.gif Links

    Life-long vitamin C supplementation in combination with cold exposure does not affect oxidative damage or lifespan in mice, but decreases expression of antioxidant protection genes.

    Selman C, McLaren JS, Meyer C, Duncan JS, Redman P, Collins AR, Duthie GG, Speakman JR.
    Aberdeen Centre for Energy Regulation and Obesity (ACERO), School of Biological Sciences, University of Aberdeen, Aberdeen AB24 2TZ, UK. c.selman@ucl.ac.uk

    Oxidative stress is suggested to be central to the ageing process, with endogenous antioxidant defence and repair mechanisms in place to minimize damage. Theoretically, supplementation with exogenous antioxidants might support the endogenous antioxidant system, thereby reducing oxidative damage, ageing-related functional decline and prolonging life- and health-span. Yet supplementation trials with antioxidants in animal models have had minimal success. Human epidemiological data are similarly unimpressive, leading some to question whether vitamin C, for example, might have pro-oxidant properties in vivo. We supplemented cold exposed (7+/-2 degrees C) female C57BL/6 mice over their lifespan with vitamin C (ascorbyl-2-polyphosphate), widely advocated and self administered to reduce oxidative stress, retard ageing and increase healthy lifespan. No effect on mean or maximum lifespan following vitamin C treatment or any significant impact on body mass, or on parameters of energy metabolism was observed. Moreover, no differences in hepatocyte and lymphocyte DNA oxidative damage or hepatic lipid peroxidation was seen between supplemented and control mice. Using a DNA macroarray specific for oxidative stress-related genes, we found that after 18 months of supplementation, mice exhibited a significantly reduced expression of several genes in the liver linked to free-radical scavenging, including Mn-superoxide dismutase. We confirmed these effects by Northern blotting and found additional down-regulation of glutathione peroxidase (not present on macroarray) in the vitamin C treated group. We suggest that high dietary doses of vitamin C are ineffective at prolonging lifespan in mice because any positive benefits derived as an antioxidant are offset by compensatory reductions in endogenous protection mechanisms, leading to no net reduction in accumulated oxidative damage.

    Clin Nephrol. 2005 Sep;64(3):236-40. Links

    Supplement nephropathy due to long-term, high-dose ingestion of ascorbic acid, calcium lactate, vitamin D and laxatives.

    Ohtake T, Kobayashi S, Negishi K, Moriya H.
    Department of Nephrology, and Kidney and Dialysis Center, Shonan Kamakura General Hospital, Yamazaki, Kamakura, Japan. ohtake@shonankamakura.or.jp

    A 48-year-old Japanese woman previously in good health was found to have severe proximal tubular dysfunction with a high serum level of ascorbic acid (57.3 microg/ml, reference range: 1.9 - 15.0 microg/ml). Renal biopsy specimen showed marked tubulointerstitial damage, i.e. tubular atrophy, dilatation of tubular lumen with flattened tubular epithelial cells, vacuolization of proximal and distal tubular epithelial cells, and severe interstitial fibrosis with mild infiltration of mononuclear cells. Calcified lesions, which caused tubular obstruction or stenosis, were also seen in interstitial area adjacent to degenerated proximal tubuli. Hypokalemic nephropathy, probably due to long-term use of laxatives, was clearly shown. However, calcified lesions seemed to be caused by inappropriate excessive daily ingestion of ascorbic acid (6 000 mg/day), calcium lactate, and vitamin D because of the patient's misunderstanding that these supplements could keep her in a good health. This condition may be clinically called "supplement nephropathy".

    Eur J Nutr. 2006 Mar;45(2):97-104. Epub 2005 Jul 18.http://www.ncbi.nlm.nih.gov/corehtml...ringerlink.gif Links

    Dietary supplementation with different vitamin C doses: no effect on oxidative DNA damage in healthy people.

    Herbert KE, Fletcher S, Chauhan D, Ladapo A, Nirwan J, Munson S, Mistry P.
    Dept. of Cardiovascular Sciences, University of Leicester Robert Kilpatrick Building, Leicester Royal Infirmary, Leicester LE2 7LX, UK.

    BACKGROUND: Antioxidants are believed to prevent many types of disease. Some previous studies suggest that dietary supplementation with vitamin C results in a decrease in the level of one of the markers of oxidative damage-8-oxoguanine in the DNA of peripheral blood mononuclear cells (PBMC). AIM OF TRIAL: To investigate the effect of different dose levels of dietary supplementation with vitamin C on oxidative DNA damage. METHODS: A randomised double-blind placebo-controlled trial was carried out using three different levels (80, 200 and 400 mg) of dietary vitamin C supplementation in a healthy population of 160 volunteers; supplementation was for a period of 15 weeks followed by a 10 week washout period. Peripheral blood samples were obtained every 5 weeks from baseline to 25 weeks. RESULTS: An increase in PBMC vitamin C levels was not observed following supplementation in healthy volunteers. There was no effect found on 8-oxoguanine measured using HPLC with electrochemical detection for any of the three supplemented groups compared to placebo. 8-oxoadenine levels were below the limit of detection of the HPLC system used here. CONCLUSIONS: Supplementation with vitamin C had little effect on cellular levels in this group of healthy individuals, suggesting their diets were replete in vitamin C. The dose range of vitamin C used did not affect oxidative damage in PBMC DNA.

    Free Radic Res. 2005 Jul;39(7):671-86.http://www.ncbi.nlm.nih.gov/corehtml...orldbutton.jpg Links

    Review: When is an antioxidant not an antioxidant? A review of novel actions and reactions of vitamin C.

    Duarte TL, Lunec J.

    Pharmaceutical Sciences Research Division, Kings College London University.[/B]
    Vitamin C (or ascorbic acid) is regarded as the most important water-soluble antioxidant in human plasma and mammalian cells which have mechanisms to recycle and accumulate it against a concentration gradient, suggesting that the vitamin might also have important intracellular functions. In this review we summarize evidence from human trials that have attempted an association between vitamin C supplementation and an effect on biomarkers of oxidative DNA damage. Most studies reviewed herein showed either a vitamin C-mediated reduction in oxidative DNA damage or a null effect, whereas only a few studies showed an increase in specific base lesions. We also address the possible beneficial effects of vitamin C supplementation for the prevention of cancer and cardiovascular disease. Finally, we discuss the contribution of cell culture studies to our understanding of the mode of action of vitamin C and we review recent evidence that vitamin C is able to modulate gene expression and cellular function, with a particular interest in cell differentiation.

    Cancer Sci. 2008 Jan;99(1):7-13. Epub 2007 Oct 22.http://www.ncbi.nlm.nih.gov/corehtml...gy_linkout.gif Links

    Enhancement of esophageal carcinogenesis in acid reflux model rats treated with ascorbic acid and sodium nitrite in combination with or without initiation.

    Kuroiwa Y, Okamura T, Ishii Y, Umemura T, Tasaki M, Kanki K, Mitsumori K, Hirose M, Nishikawa A.
    Division of Pathology, National Institute of Health Sciences, 1-18-1 Kamiyoga, Setagaya-Ku, Tokyo 158-8501, Japan.

    Combined treatment with sodium nitrite (NaNO2) and ascorbic acid (AsA) has already been shown to promote rat forestomach carcinogenesis, possibly due to nitric oxide generation under acidic conditions. We hypothesized that a similar effect might occur in the esophagus when the luminal pH is decreased by acid reflux. To clarify this possibility, reflux esophagitis model rats (F344 male) were coadministered 0.2% NaNO2 in the drinking water and 1% AsA in the diet. After 32 weeks of the combined treatment, a significant increase in the incidence of epithelial hyperplasias of the lower-middle and lowest parts of the esophagus were observed compared with the basal-diet group, along with exacerbation of dysplasia and extension of the lesions. Additionally, one squamous cell papilloma was found only in the combined-treatment group. Subsequently, we confirmed the enhancing effects of NaNO2 and AsA cotreatment in the rat N-bis(2-hydroxypropyl)nitrosamine-initiated esophageal tumorigenesis model. The incidence of hyperplasia was enhanced in all segments, along with the incidence and multiplicity of squamous cell papillomas in the lowest segment of the esophagus. Thus, the data demonstrate that combined treatment with NaNO2 and AsA exerts promoting effects on rat esophageal carcinogenesis under acid reflux conditions, as in the forestomach. These findings suggest that the risk of excessive intake of a combination of nitrite and antioxidants for esophageal carcinogenesis is appreciable, particularly in patients with reflux esophagitis.

    Physiol Rev. 2007 Jan;87(1):315-424.http://www.ncbi.nlm.nih.gov/corehtml..._full_free.gif http://www.ncbi.nlm.nih.gov/corehtml...med-pmc-MS.gif Links

    Nitric oxide and peroxynitrite in health and disease.

    Pacher P, Beckman JS, Liaudet L.
    Section on Oxidative Stress Tissue Injury, Laboratory of Physiologic Studies, National Institutes of Health, National Institute of Alcohol Abuse and Alcoholism, Bethesda, Maryland, USA. pacher@mail.nih.gov

    The discovery that mammalian cells have the ability to synthesize the free radical nitric oxide (NO) has stimulated an extraordinary impetus for scientific research in all the fields of biology and medicine. Since its early description as an endothelial-derived relaxing factor, NO has emerged as a fundamental signaling device regulating virtually every critical cellular function, as well as a potent mediator of cellular damage in a wide range of conditions. Recent evidence indicates that most of the cytotoxicity attributed to NO is rather due to peroxynitrite, produced from the diffusion-controlled reaction between NO and another free radical, the superoxide anion. Peroxynitrite interacts with lipids, DNA, and proteins via direct oxidative reactions or via indirect, radical-mediated mechanisms. These reactions trigger cellular responses ranging from subtle modulations of cell signaling to overwhelming oxidative injury, committing cells to necrosis or apoptosis. In vivo, peroxynitrite generation represents a crucial pathogenic mechanism in conditions such as stroke, myocardial infarction, chronic heart failure, diabetes, circulatory shock, chronic inflammatory diseases, cancer, and neurodegenerative disorders. Hence, novel pharmacological strategies aimed at removing peroxynitrite might represent powerful therapeutic tools in the future. Evidence supporting these novel roles of NO and peroxynitrite is presented in detail in this review.

  14. #14
    L'avatar di menphisdaemon
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    Piccolo appunto:
    In 47 trial (su 68, quindi il 69%), che hanno coinvolto 180.938 partecipanti, i supplementi antiossidanti erano associati a un incremento del 5% della mortalità (quindi il 5% di 69%, cioè il 7,2% sul totale).

    Questo effetto negativo non sembrerebbe invece applicarsi ad altri antiossidanti quali la vitamina C ed il selenio
    Citazione Originariamente Scritto da Bjelakovic Visualizza Messaggio
    “La nostra revisione sistematica – ha commentato Bjelakovic – ha una serie di conclusioni significative. Innanzitutto il beta carotene, la vitamina A, e la vitamina E da soli o in combinazione con altri integratori hanno dimostrato di aumentare la mortalità. Per quanto riguarda invece la vitamina C, non esistono prove che possa incrementare la longevità. Solo il selenio, infine, potrebbe tendere a una riduzione della mortalità, anche se occorrono ulteriori ricerche per confermare questa ipotesi."
    Basta..ho dato..

  15. #15
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